Nuova Agraria
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La mosca dell'olivo

moscol La mosca dell’olivo si presenta con l’addome ristretto e due piccole macchie scure alla punta delle ali. Da adulto, si nutre dei succhi che escono quando punge le olive o di altre sostanze vegetali proteiche e zuccherine.
La femmina attacca l’olivo facendo punture sulla drupa per inserire un uovo che poi darà origine ad una larva che, mangiando la polpa, produrrà gallerie all’interno del frutto, producendo, quindi, una perdita di peso come danno diretto. Dalla larva si forma poi la pupa e, da questa l’insetto adulto.
I primi attacchi arrivano quando l’olivo è all’incirca grosso quanto un cece nei mesi di luglio o agosto, prima per le olive da mensa. Una ripresa delle infestazioni si ha, di solito, il mese di settembre passato il grande caldo estivo. Dall’accoppiamento alla fuoriuscita dell’adulto dall’olivo passano circa 25-30 giorni. Questo è il tempo in cui si compie una generazione. Quindi per ogni annata sono 6 o 7 generazioni che si susseguono. L’ultima generazione, non si svolge tutta all’interno della drupa perché la larva, nel periodo di ottobre-novembre, si lascia cadere nel terreno e qui sotto forma di pupa, passa l’inverno.
La primavera successiva fuoriesce l’adulto, che sopravvive alla temporanea assenza di olive, quindi punge le olive, oltre che per deporre le uova, anche per nutrirsi del succo che fuoriesce da esse ed attende che le olive diventino recettive per le deposizioni.
L’attività di questa mosca è inibita dalle alte temperature ed è invece favorita dal tempo fresco ed umido. Intorno ai 32° C, per qualche ora, si può avere la morte delle uova, delle larve e pupe all’interno del frutto e l cessazione delle ovodeposizioni. Pertanto le olive punte non sono sinonimo di olive contenenti uova larve o pupe.
trapLe trappole gialle con la colla non servono ad individuare nessuna percentuale di mosche e da sole non servono a decidere il trattamento, ma vengono usate solo per un monitoraggio dell’insetto adulto nell’uliveto! Sono allo studio correlazioni tra il livello delle mosche catturate e il grado di infestazione.
Può succedere, infatti, anche di avere le mosche che volano nell’uliveto quando ancora l’olivo è troppo piccolo, oppure può aver avuto effetto il trattamento antiparassitario o, ancora, può accadere che le alte temperature abbino distrutto uova, larve e/o pupe.
Quindi, in conclusione, l’insetto adulto si può trovare sulla trappola, ma la larva, che produce il danno alle olive, no!
Occorre osservare se ci sono le catture nelle trappole a colla, ma iniziare ad attuare i trattamenti chimici nell’uliveto con principi attivi citotropici soltanto dopo che il 10%-15% delle olive da olio prelevate dal proprio campo hanno presentato all’interno uova, larve o pupe in attività.
Ci sono trappole in commercio che attraggono ed uccidono le mosche e sono ammesse nell’agricoltura biologica. Funzionano con attrattivi dell’insetto adulto, (feromoni) o Sali di ammonio e piretroidi come insetticidi. Questi piretroidi nell’agricoltura biologica vengono ammessi solo sulle trappole. In questo modo si elimina l’insetto adulto che si avvicina. (1 trappola ogni due piante al centro dell’albero in ombra) le trappole sono sostituite a settembre. Le forme adulte possono essere controllate in bio con l’uso di repellenti oppure usando esche proteiche composte da proteine miscelate ad insetticidi con pietrine naturali o ancora nell’agricoltura bio si può usare lo spinosad nelle esche proteiche con max 5 interventi. Le esche si possono attivare con dimetoato, però questo insetticida può essere miscelato alle esche solo nell’agricoltura integrata. L’utilizzo del dimetoato e di un altro estere fosforico il fosmet, fitofarmaci citotropico, con max 2 interventi su larve alla I° età, perché più facilmente raggiungibili da questo prodotto fitosanitario.